Se dovessimo chiedere ai fan di Star Wars chi è stato il vero Darth Vader, in molti non saprebbero cosa rispondere. La verità è che questo personaggio, sui cui conflitto interno poggia l’intera saga, non ha mai avuto un’interpretazione degna del suo spessore.

Una maschera e una voce aspirata ci hanno fatto sognare durante i primi film originali, eravamo davanti al villano perfetto: potente, intelligente e ancora tentato dalla luce. Poi, quando ormai formava parte del nostro immaginario personale, ecco che appare il suo volto sfigurato nei momenti finali del Ritorno dello jedi e con esso la nostra prima delusione.

Darrth-Vader-Anakin-Skywalker

Poi si va avanti con gli anni e ci sorprendono con la notizia della trilogia prequel che dovrebbe raccontarci, sin dagli inizi, il percorso astruso che portò un giovane di Tatooine a diventare il più potente tra gli jedi. Aspettative molto alte, tutte incentrate su un unico personaggio -lo stesso Lucas ha ripetuto più volte che è Darth Vader o Anakin Skywalker il vero protagonista di Star Wars-.

Primo problema: La trama non prevedeva altro. Tre lunghi capitoli noisi, ubriachi di effetti 3D, il più delle volte non necessari. I sith compaiono ma non hanno spessore, sono senza passato e senza storia.  Il personaggio femminile, troppo discostato dalla trama originale e il bambino Anakin è ancora lontano dall’ombra del suo futuro. L’attacco dei cloni, appare, da questo punto di vista, come una lunga pausa. Ci si arriva ancora con qualche speranza all’episodio finale: sì, quello in cui finalmente Anakin è cresciuto e dovrebbe vivere il tanto atteso passaggio al lato oscuro.

Arriviamo dunque a Hayden Christensen e alla sua pessima interpretazione del mito. Ma possiamo attribuirgli tutto questo fardello? Se pensiamo a quanto povera fosse la trama, a quei dialoghi in stile vecchia Hollywood, impostati, quasi obbligati ad essere parte di una tragedia mai vista esplicitamente, potremmo anche perdonarlo. Anche Natalie Portman fece la sua parte, asettica quasi allo stesso livello di Carrie Fisher ma senza un pubblico disposto ad accettare mezzi termini.

Anakin&Padme love scene

Diluire, diluire e diluire ancora per non lasciare nessun spiraglio all’immaginazione dello spettatore (e non parlo dei fan della saga) ha reso noiosi questi tre film iniziali condannando alcuni dei suoi interpreti al declino. Lo stesso Hayden Christensen (Anakin Skywalker) ne è stata una vittima. Scelto per il suo sguardo da Lucas e dalla direttrice del casting Robin Gurland, dopo aver incontrato più di 400 candidati, questo promettente e giovane attore canadese entrò a far parte della saga più importante della storia del cinema per poi scomparire piano piano tra personaggi secondari e serie tv di scarso successo, proprio come accadde a suo tempo con Mark Hamill, interprete del giovane Luke Skywalker. Oggi, Hayden, sposato con la attrice  Rachel Bilson (ex di OC), vive a Toronto e si dice lontano da questo mondo, ha acquistato una fattoria e vorrebbe dedicarsi al lavoro manuale animato dall’esempio di altre figure dello star system come Daniel Day-Lewis.

Anakin Skywalker oggi

E a noi cosa resta di Darth Vader? La verità è che dopo aver visto Il risveglio della forza, possiamo dire poco o niente. Il tentativo di sostituire Anakin con il figlio di Han Solo senza nulla sapere del suo conflitto interno, non ci può bastare. Altra maschera, e poi, altra delusione.